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SVENNISAIWe speak Claude.
IT · Quadro normativo AI

Il quadro normativo per l'intelligenza artificiale (AI) in Italia

Quali leggi si applicano quando la tua azienda usa l'AI e cosa devi fare, in concreto. Qui sotto, pilastro per pilastro: la norma in breve, gli obblighi che ti riguardano e la fonte ufficiale dove verificare.

Aggiornato al 21 ottobre 2026
Cosa vi chiede la legge
  1. La legge sull'AI: AI Act e Legge 132/2025Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744 + Legge 23 settembre 2025, n. 132
  2. Protezione dei dati (GDPR e Garante)Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) + Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003, come modificato dal D.Lgs. 101/2018); autorità: Garante per la protezione dei dati personali
  3. Fatturazione e fisco (SdI, fattura elettronica)D.Lgs. 127/2015, art. 1 (fatturazione elettronica via SdI) + D.Lgs. 471/1997, art. 6 (sanzioni)

6 pilastri, ciascuno con cosa dice la norma, cosa significa per voi, le sanzioni e la fonte ufficiale.

01Pilastro per pilastro

I pilastri normativi

La legge sull'AI: AI Act e Legge 132/2025
Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744 + Legge 23 settembre 2025, n. 132
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Cosa dice la legge

L'AI Act classifica i sistemi AI in base al rischio e gradua gli obblighi di conseguenza. Le pratiche inaccettabili (manipolazione, social scoring) sono vietate dal 2 febbraio 2025, e dalla stessa data chi usa l'AI deve curare l'alfabetizzazione in materia di AI del personale. Dal 2 dicembre 2026 sono vietati anche i sistemi che generano immagini intime senza consenso o materiale di abuso su minori. Dal 2 agosto 2026 i chatbot e i contenuti generati richiedono trasparenza. I sistemi ad alto rischio hanno requisiti severi, per la maggior parte dal 2 dicembre 2027. Queste date vengono dal Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026. In parallelo l'Italia si è data la Legge 132/2025, la prima legge italiana organica sull'AI, in vigore dal 10 ottobre 2025: designa le autorità di vigilanza, fissa i principi per l'AI sul lavoro e introduce il reato di deepfake. I primi due decreti attuativi sono il D.Lgs. 160/2026, in vigore dal 30 settembre 2026, e il D.Lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre 2026.

Cosa significa per te

  • Se in azienda si usa l'AI, anche solo un assistente come Claude, l'articolo 4 dell'AI Act ti chiede misure per l'alfabetizzazione in materia di AI del personale. Vale dal 2 febbraio 2025. Dal 27 luglio 2026 vale il testo modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744. Le misure tengono conto di conoscenze tecniche, esperienza e formazione delle persone, del contesto d'uso e delle persone su cui il sistema viene usato. Riguardano anche chi usa l'AI per tuo conto, come i collaboratori esterni. Il testo dice che non devi garantire un livello specifico e non chiede un certificato. Né l'articolo 99 dell'AI Act né l'articolo 23 del D.Lgs. 179/2026 prevedono una sanzione pecuniaria per l'articolo 4.

    Esempio: Uno studio che dà Claude a tutto il team organizza una formazione breve sul lavoro vero di ciascun ruolo: cosa fa bene, dove sbaglia, quali dati non inserire. Poi tiene un elenco di chi ha seguito cosa e quando, per poterlo mostrare.

  • Dal 2 agosto 2026 un chatbot o un assistente vocale che parla con i tuoi clienti deve far sapere alla persona che sta parlando con un sistema AI, salvo che sia evidente (AI Act, art. 50, paragrafo 1). L'obbligo è del fornitore del sistema: se il chatbot lo metti in servizio tu, con il tuo nome, il fornitore sei tu. La persona deve saperlo al più tardi al primo contatto.

    Esempio: Un e-commerce che mette un assistente sul sito lo presenta subito: "Sono l'assistente AI dell'azienda, posso aiutarti con prodotti e ordini." Così il cliente lo sa dal primo messaggio.

  • Dal 2 agosto 2026 i deepfake vanno dichiarati: se pubblichi immagini, video o audio generati con l'AI che sembrano persone, luoghi o fatti reali, devi dire che sono artificiali (art. 50, paragrafo 4). La marcatura tecnica leggibile dalle macchine spetta invece al fornitore del sistema generativo (art. 50, paragrafo 2). Per i sistemi già sul mercato prima del 2 agosto 2026 il fornitore ha tempo fino al 2 dicembre 2026 (art. 111, paragrafo 4).

    Esempio: Se usi una voce sintetica in uno spot audio o l'immagine generata di un "cliente soddisfatto", indichi che è stata creata con l'AI, così nessuno la scambia per una persona reale.

  • I sistemi ad alto rischio (per esempio quelli usati nella selezione del personale, vedi il pilastro Lavoro) hanno obblighi molto più pesanti: documentazione tecnica, qualità dei dati, log e sorveglianza umana effettiva. Attenzione alle date. Il Regolamento (UE) 2026/1744, il Digital Omnibus sull'AI, è in vigore dal 27 luglio 2026. Sposta gli obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III al 2 dicembre 2027 e quelli per i sistemi nei prodotti dell'Allegato I al 2 agosto 2028.

    Esempio: Un AI che redige descrizioni di prodotto è a rischio minimo; un AI che filtra automaticamente i candidati è ad alto rischio, e il 2026 è la finestra per prepararsi, non la scadenza.

  • La Legge 132/2025 affida la governance nazionale ad AgID e ad ACN (art. 20). AgID promuove l'innovazione ed è l'autorità di notifica degli organismi di valutazione. ACN vigila sul mercato, con ispezioni e sanzioni. Il Garante per la protezione dei dati personali è autorità di vigilanza del mercato per i sistemi dell'articolo 74, paragrafo 8, dell'AI Act (D.Lgs. 179/2026, art. 5). La legge introduce anche l'articolo 612-quater del codice penale: chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'AI e causa un danno ingiusto rischia la reclusione da 1 a 5 anni. Due decreti attuativi sono già in Gazzetta Ufficiale. Il D.Lgs. 160/2026, in vigore dal 30 settembre 2026, crea il reato di omesse misure di sicurezza nei sistemi di AI ad alto rischio (art. 437-bis del codice penale). Prevede anche la responsabilità dell'azienda per questo reato e per i deepfake (D.Lgs. 231/2001, art. 25-vicies). Il D.Lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre 2026, definisce poteri e sanzioni delle autorità e le regole su lavoro, professioni e formazione.

    Esempio: Pubblicare un video ritoccato con l'AI che mette in bocca a una persona reale frasi mai dette, senza il suo consenso e con un danno per lei, è un reato dal 10 ottobre 2025. Se il reato è commesso nell'interesse dell'azienda, dal 30 settembre 2026 può risponderne anche l'azienda.

  • Se un sistema di AI causa un danno, dal 30 settembre 2026 chi lo subisce ha strumenti più forti (D.Lgs. 160/2026). Il giudice può ordinare di esibire log, documentazione tecnica e misure di sorveglianza umana (art. 17). Se il danno deriva dalla violazione di un obbligo dell'AI Act, il nesso di causalità si presume, salvo prova contraria (art. 18). Essere conformi all'AI Act non esclude da solo la responsabilità (art. 19).

    Esempio: Conserva i log e la documentazione del tuo agente AI. In una causa possono esserti chiesti, e senza di loro è difficile dimostrare che il danno non dipende dal sistema.

Sanzioni

Fino a 35 milioni di EUR o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate. Fino a 15 milioni o al 3% per gli obblighi di fornitori e deployer e per la trasparenza dell'articolo 50. Fino a 7,5 milioni o all'1% per informazioni inesatte alle autorità (AI Act, art. 99). In Italia gli importi sono fissati dall'art. 23 del D.Lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre 2026, che prevede anche fino a 1 milione o lo 0,5% per gli obblighi degli articoli 27 e 86. Per PMI e start-up si applica il più basso dei due importi; dal 27 luglio 2026 lo stesso vale per le piccole imprese a media capitalizzazione.

Protezione dei dati (GDPR e Garante)
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) + Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003, come modificato dal D.Lgs. 101/2018); autorità: Garante per la protezione dei dati personali
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Cosa dice la legge

Il GDPR disciplina ogni trattamento di dati personali: serve una base giuridica, devi informare le persone, rispettare i loro diritti e proteggere i dati. Per i trattamenti ad alto rischio è obbligatoria una valutazione d'impatto (DPIA). In Italia vigila il Garante per la protezione dei dati personali, che sull'AI è già intervenuto con decisioni pesanti: per esempio 5 milioni di EUR a Luka Inc. per il chatbot Replika (provvedimento del 10 aprile 2025).

Cosa significa per te

  • Ogni dato personale che passa dall'AI, da numeri di telefono ed email fino a conversazioni di chat e registrazioni vocali, ricade nel GDPR. Serve una base giuridica per trattarlo e un'informativa chiara su cosa ne fai.

    Esempio: Se un agente AI risponde su WhatsApp e conserva lo storico delle conversazioni, quelle conversazioni sono dati personali: servono base giuridica e un'informativa privacy aggiornata.

  • Le decisioni basate unicamente su un trattamento automatizzato che producono effetti giuridici o comunque significativi sulla persona ricadono nell'articolo 22: l'interessato ha diritto a non subirle e a ottenere l'intervento di un essere umano.

    Esempio: Un pre-screening automatico dei finanziamenti che scarta clienti senza che nessuno riveda la pratica tocca l'articolo 22: mantieni un passaggio umano sulla decisione finale.

  • Il fornitore AI che tratta dati per tuo conto è un responsabile del trattamento: serve un contratto ex articolo 28 (DPA) con garanzie sufficienti su misure tecniche e organizzative, e devi sapere dove sono ospitati i dati.

    Esempio: Prima di collegare il CRM a un servizio AI verifichi dove girano i dati e firmi il DPA; senza, stai esternalizzando dati personali senza copertura.

  • Per i trattamenti che, soprattutto con tecnologie nuove, possono presentare un rischio elevato per i diritti delle persone serve una DPIA prima di partire (articolo 35). Copre la maggior parte dei progetti AI sostanziosi su dati personali.

    Esempio: Se vuoi assegnare automaticamente un punteggio a migliaia di clienti in base al comportamento, prima fai la DPIA: quali dati usi, quali rischi, quali contromisure.

Sanzioni

Fino a 20 milioni di EUR o al 4% del fatturato mondiale annuo, se superiore (art. 83 GDPR). Sull'AI il Garante ha già sanzionato: 5 milioni di EUR a Luka Inc. per Replika (2025).

Fatturazione e fisco (SdI, fattura elettronica)
D.Lgs. 127/2015, art. 1 (fatturazione elettronica via SdI) + D.Lgs. 471/1997, art. 6 (sanzioni)
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Cosa dice la legge

Tra soggetti residenti o stabiliti in Italia sono valide solo le fatture elettroniche emesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI) nel formato FatturaPA (D.Lgs. 127/2015, art. 1). Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo vale anche per forfettari e minimi. Resta un'eccezione importante: chi invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria non emette fattura elettronica per le prestazioni sanitarie alle persone fisiche (D.L. 119/2018, art. 10-bis). Anche i dati delle operazioni transfrontaliere passano dallo SdI.

Cosa significa per te

  • L'AI può preparare la fattura da dati puliti, ma il documento vale solo quando passa dallo SdI nel formato corretto. Automatizzi la preparazione e i controlli; il flusso deve garantire che ogni fattura arrivi allo SdI, con una validazione umana dove serve.

    Esempio: L'AI compila la fattura dall'ordine del cliente e la mette in bozza; una persona verifica i dati e la invia allo SdI.

  • Sbagliare o omettere la fatturazione costa caro: per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione è il 70% dell'IVA sull'importo non documentato correttamente, con un minimo di 300 EUR; se la violazione non incide sulla liquidazione dell'IVA, la sanzione è fissa, da 250 a 2.000 EUR (D.Lgs. 87/2024).

    Esempio: Una fattura da 10.000 EUR più IVA al 22% mai emessa vale una sanzione di 1.540 EUR (il 70% di 2.200); un errore solo formale resta tra 250 e 2.000 EUR.

  • L'esterometro come adempimento separato non esiste più: i dati delle operazioni con l'estero si trasmettono dallo SdI, le attive nei termini di emissione della fattura, le passive entro il giorno 15 del mese successivo al ricevimento.

    Esempio: Compri un software da un fornitore tedesco: il tuo flusso trasmette i dati allo SdI entro il 15 del mese dopo, senza un adempimento a parte.

  • Dal 1° gennaio 2027 la materia confluisce nel Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026) e le sanzioni nel Testo Unico sanzioni; gli obblighi non cambiano per ora, ma i riferimenti normativi sì. Per tutto il 2026 la legge in vigore resta il D.Lgs. 127/2015.

    Esempio: Se le tue procedure citano il D.Lgs. 127/2015, segna un promemoria: da gennaio 2027 i riferimenti vanno aggiornati al Testo Unico IVA.

Sanzioni

Per le violazioni dal 1° settembre 2024: 70% dell'IVA relativa all'importo non correttamente documentato, con un minimo di 300 EUR; da 250 a 2.000 EUR fissi quando la violazione non incide sulla liquidazione dell'imposta (art. 6, D.Lgs. 471/1997, riscritto dal D.Lgs. 87/2024). Dal 1° gennaio 2027 la norma passa nel Testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024).

Consumatori e pubblicità (Codice del Consumo, AGCM)
Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), artt. 18-27; autorità: AGCM
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Cosa dice la legge

Il Codice del Consumo vieta le pratiche commerciali scorrette: informazioni false o ingannevoli verso i consumatori sono sanzionate, che arrivino da una persona o da un sistema AI. La responsabilità di quello che il tuo sistema comunica resta alla tua azienda, e a vigilare è l'AGCM.

Cosa significa per te

  • Un chatbot che promette un prezzo, uno sconto o una disponibilità che non puoi onorare crea una pratica ingannevole. La responsabilità è dell'azienda, non del bot: per questo il sistema risponde solo su dati reali e verificati.

    Esempio: Se il bot dice "ne restano 3 in offerta" quando il magazzino è vuoto, il cliente ha titolo per una segnalazione all'AGCM.

  • Il ritocco AI delle foto è lecito se resta cosmetico (luce, sfondo), ma non può nascondere difetti reali o mostrare caratteristiche che il prodotto non ha. Lo stesso vale per testi e video promozionali generati.

    Esempio: Puoi mettere un prodotto su uno sfondo pulito; non puoi cancellare un'ammaccatura vera. Chi la trova alla consegna ha motivo di reclamo.

  • Il contenuto pubblicitario deepfake non dichiarato viola l'obbligo dell'articolo 50 dell'AI Act. Se usa il volto o la voce di una persona reale senza il suo consenso e le causa un danno ingiusto, diventa anche il reato dell'articolo 612-quater del codice penale. Dal 30 settembre 2026 ne può rispondere anche l'azienda (D.Lgs. 231/2001, art. 25-vicies). Recensioni e testimonianze finte generate con l'AI sono sanzionabili come pratica commerciale scorretta.

    Esempio: Una videorecensione generata con l'AI di un cliente mai esistito espone l'azienda all'AGCM e all'AI Act. Se il video usa il volto di una persona reale senza consenso, si aggiunge il rischio penale.

Sanzioni

Da 5.000 EUR a 10 milioni di EUR per le pratiche commerciali scorrette (art. 27, comma 9, Codice del Consumo); per le infrazioni diffuse transfrontaliere la sanzione può arrivare al 4% del fatturato.

Lavoro e recruiting
AI Act, Allegato III + art. 1-bis D.Lgs. 152/1997 (Decreto Trasparenza) + Statuto dei Lavoratori, art. 4 + Legge 132/2025, art. 11 + D.Lgs. 179/2026, artt. 41 e 42
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Cosa dice la legge

L'AI usata su candidati e dipendenti è la zona più regolata. L'AI Act la classifica ad alto rischio (Allegato III), ma gli obblighi italiani valgono già oggi: se usi sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati devi informare i lavoratori in dettaglio, e gli strumenti che controllano a distanza l'attività richiedono un accordo sindacale preventivo.

Cosa significa per te

  • L'obbligo informativo dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997 (introdotto dal Decreto Trasparenza) vale dal 5 maggio 2023: per i sistemi integralmente automatizzati che incidono su assunzione, gestione o cessazione del rapporto devi comunicare scopi, logica di funzionamento, categorie di dati usate anche per addestrare il sistema, metriche di accuratezza, robustezza e cybersicurezza e i potenziali impatti discriminatori. Alle richieste di lavoratori o sindacati rispondi per iscritto entro 30 giorni.

    Esempio: Se un sistema assegna automaticamente i turni o valuta le prestazioni, prepari l'informativa completa prima di accenderlo, non dopo la prima contestazione.

  • Gli strumenti che rendono possibile il controllo a distanza dei lavoratori si possono usare solo per esigenze organizzative, di sicurezza o di tutela del patrimonio aziendale, e solo dopo un accordo sindacale o, in mancanza, l'autorizzazione dell'Ispettorato nazionale del lavoro (Statuto dei Lavoratori, art. 4). Un AI che analizza la produttività dei dipendenti può rientrarci.

    Esempio: Vuoi un AI che misura i tempi di gestione dei ticket per operatore? Prima l'accordo con le rappresentanze sindacali, poi la messa in funzione.

  • Lo screening dei CV e la valutazione dei candidati sono ad alto rischio sotto l'AI Act (Allegato III, punto 4): documentazione, qualità dei dati, sorveglianza umana. Con il Digital Omnibus gli obblighi per questi sistemi si applicano dal 2 dicembre 2027: il 2026 è la finestra di preparazione, non la scadenza.

    Esempio: Un AI che ordina automaticamente le candidature va progettato già ora con log e revisione umana, così alla scadenza sei conforme senza rifare tutto.

  • La Legge 132/2025 (art. 11) fissa i principi: l'AI sul lavoro deve essere sicura, affidabile, trasparente, rispettosa della dignità umana e non discriminatoria. Il lavoratore va informato nei casi dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997. Dal 23 ottobre 2026 il D.Lgs. 179/2026 aggiunge due regole. Le decisioni finali su costituzione, modifica o cessazione del rapporto, compresi provvedimenti disciplinari e valutazioni, non possono basarsi unicamente su un trattamento automatizzato. Decide una persona, e il consenso del lavoratore non basta a superare il divieto (art. 41). La ricerca e la selezione delle candidature restano fuori da questo divieto. Inoltre l'AI che incide su organizzazione e ritmi di lavoro entra nella valutazione dei rischi, con informazione e formazione dei lavoratori sui rischi specifici (art. 42).

    Esempio: Anche quando l'AI suggerisce chi promuovere o chi non confermare, la firma sulla decisione la mette un responsabile in carne e ossa.

Sanzioni

La non conformità di un sistema ad alto rischio può arrivare a 15 milioni di EUR o al 3% del fatturato mondiale annuo (AI Act, art. 99); i dati di candidati e dipendenti restano sotto il GDPR, con sanzioni fino a 20 milioni o al 4%.

Regole di settore
Legge 132/2025, art. 20 + D.Lgs. 179/2026, artt. 5 e 9 + AI Act, Allegato III; vigilanza: ACN, Banca d'Italia, CONSOB, IVASS
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Cosa dice la legge

Oltre alle regole orizzontali, ogni settore ha il suo strato. Nel settore finanziario Banca d'Italia, CONSOB e IVASS vigilano sui sistemi di AI ad alto rischio legati alle attività che già sorvegliano. Sugli altri sistemi vigila l'ACN (Legge 132/2025, art. 20; D.Lgs. 179/2026, artt. 5 e 9). Il credit scoring è ad alto rischio sotto l'AI Act. Per il retail auto non esiste una legge AI di settore: valgono le regole generali.

Cosa significa per te

  • Nel settore finanziario la vigilanza è divisa. Dal 23 ottobre 2026 Banca d'Italia, CONSOB e IVASS vigilano sui sistemi di AI ad alto rischio usati nelle attività che già sorvegliano, per esempio il credit scoring (D.Lgs. 179/2026, art. 5). Sugli altri sistemi di AI usati da banche, intermediari e assicurazioni vigila l'ACN, in collaborazione con il supervisore di settore (art. 9).

    Esempio: Un modello che valuta il merito di credito dei clienti privati è ad alto rischio: lo vigila la Banca d'Italia. Un assistente che risponde ai clienti sul sito della banca non è ad alto rischio: lo vigila l'ACN, in raccordo con la Banca d'Italia.

  • I sistemi che valutano il merito di credito o l'affidabilità creditizia delle persone fisiche sono ad alto rischio (Allegato III, punto 5), perché condizionano l'accesso a risorse essenziali; fa eccezione l'antifrode. Gli obblighi si applicano dal 2 dicembre 2027, dopo il Digital Omnibus.

    Esempio: Un AI che pre-valuta le richieste di finanziamento dei clienti rientra nell'alto rischio: progettalo fin d'ora con documentazione e revisione umana.

  • Per le concessionarie e il retail auto non c'è una norma AI specifica di settore a ottobre 2026: si applicano le regole generali, cioè trasparenza AI Act per i chatbot, GDPR per i dati dei clienti, Codice del Consumo per pubblicità e vendita, SdI per la fatturazione.

    Esempio: Un chatbot di concessionaria che prenota test drive e prepara preventivi vive dentro il quadro generale: nessun adempimento di settore in più, ma tutti quelli orizzontali.

03Per settore

Per settore

Oltre alle regole generali, alcuni settori hanno particolarità legali di cui tenere conto quando introduci l'AI.

Concessionarie auto
  • Il chatbot che risponde ai clienti (preventivi, prenotazione del test drive, valutazione dell'usato) è un sistema AI a rischio limitato. Dal 2 agosto 2026 deve far sapere alla persona che sta parlando con un'AI, salvo che sia evidente (AI Act, art. 50). Le immagini e i video promozionali generati che sembrano reali vanno dichiarati come generati con l'AI.Esempio: La chat del sito si presenta come assistente AI nel primo messaggio e ogni visual generato porta l'indicazione.
  • I dati dei clienti che alimentano l'AI (lead, chat WhatsApp, pre-verifiche di finanziamento) richiedono una base giuridica GDPR; la profilazione con effetti significativi tocca l'articolo 22 e il fornitore AI va inquadrato con un DPA ex articolo 28.Esempio: Prima di far girare i lead del gestionale dentro un servizio AI, firmi il DPA e aggiorni l'informativa privacy.
  • La fatturazione assistita dall'AI passa dallo SdI come ogni altra fattura, B2B e B2C. Gli errori costano il 70% dell'IVA (minimo 300 EUR) o una sanzione fissa da 250 a 2.000 EUR.Esempio: La fattura della vendita generata in automatico parte solo dopo il controllo e l'invio allo SdI.
  • Annunci generati con prezzi o disponibilità irreali e recensioni finte espongono la concessionaria a sanzioni AGCM da 5.000 EUR a 10 milioni di EUR.Esempio: Il testo dell'annuncio lo può scrivere l'AI, ma prezzo, chilometri e dotazioni arrivano dai dati reali del veicolo.
Recruiting e HR
  • Lo screening dei CV e il ranking dei candidati sono ad alto rischio (AI Act, Allegato III, punto 4); dopo il Digital Omnibus gli obblighi per questi sistemi si applicano dal 2 dicembre 2027, quindi il 2026 è la finestra di preparazione.Esempio: Un AI che assegna un punteggio ai CV si progetta già ora con log, documentazione e revisione umana.
  • Vincola già oggi l'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997: per i sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati devi dare l'informativa completa (scopi, logica, dati di addestramento, metriche di accuratezza, impatti discriminatori) e rispondere per iscritto entro 30 giorni alle richieste di lavoratori e sindacati.Esempio: Prima di attivare un sistema che valuta automaticamente le prestazioni, l'informativa è pronta e consegnata.
  • Un AI che monitora anche a distanza l'attività dei dipendenti richiede prima l'accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato nazionale del lavoro (Statuto dei Lavoratori, art. 4), salvo i puri strumenti di lavoro e i sistemi di presenze.Esempio: Un'analisi AI dei tempi di risposta per singolo operatore non parte senza l'accordo con le rappresentanze.
  • La Legge 132/2025 (art. 11) aggiunge il livello nazionale: l'AI sul lavoro deve essere sicura, trasparente, non discriminatoria e rispettosa della dignità. Dal 23 ottobre 2026 la decisione finale su assunzione, modifica o cessazione del rapporto spetta a una persona (D.Lgs. 179/2026, art. 41). Lo screening delle candidature è escluso da questa regola, ma resta ad alto rischio sotto l'AI Act e può ricadere nell'articolo 22 del GDPR.Esempio: L'AI propone la shortlist e un recruiter la rivede. L'assunzione la decide sempre una persona.
Servizi finanziari
  • Dal 23 ottobre 2026 Banca d'Italia, CONSOB e IVASS vigilano sui sistemi di AI ad alto rischio usati da banche, intermediari e assicurazioni. Sugli altri sistemi di AI vigila l'ACN, in collaborazione con loro (D.Lgs. 179/2026, artt. 5 e 9).Esempio: Un modello di credit scoring sui clienti privati risponde alla Banca d'Italia. Un sistema antiriciclaggio di norma non è ad alto rischio: lo vigila l'ACN, in raccordo con il supervisore di settore.
  • Il credit scoring AI sulle persone fisiche è ad alto rischio (AI Act, Allegato III, punto 5): condiziona l'accesso a servizi essenziali. Gli obblighi si applicano dal 2 dicembre 2027, dopo il Digital Omnibus; l'antifrode è esclusa.Esempio: Il modello che valuta l'affidabilità creditizia dei richiedenti va documentato e sorvegliato come sistema ad alto rischio.
  • Le decisioni di credito o assicurative interamente automatizzate sulle persone attivano in più l'articolo 22 del GDPR (diritto all'intervento umano) e di norma richiedono una DPIA (articolo 35); il fornitore del modello sta sotto un contratto ex articolo 28.Esempio: Un rifiuto di credito non esce mai solo dall'AI: un addetto lo conferma e sa spiegarne il motivo.

Contenuto informativo, non consulenza legale. Le norme cambiano e ogni caso ha le sue particolarità: per una situazione concreta confrontati con un avvocato o con il tuo commercialista.

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