Un assistente AI negli strumenti aziendali è un programma che comprende richieste scritte in linguaggio naturale e le trasforma in risposte o azioni dentro i sistemi che la Sua azienda usa già: la chat di Microsoft Teams, i ticket di Zoho Desk, le schede clienti di Zoho CRM, i documenti e la posta di Microsoft 365. Non si tratta di un'altra applicazione da aprire, ma di una capacità aggiunta a quelle esistenti.
Il Garante per la protezione dei dati personali, nella sua scheda sugli assistenti digitali, definisce l'assistente digitale come un programma che interpreta il linguaggio naturale tramite algoritmi di intelligenza artificiale ed è in grado di dialogare con gli esseri umani per soddisfare diversi tipi di richieste o compiere determinate azioni. La definizione è utile perché mette insieme le due metà del lavoro: capire e agire.
Per chi dirige un'azienda la domanda non è se l'assistente sappia conversare, ma che cosa può vedere e che cosa può modificare. Per questo la lezione ruota attorno a tre confini: dove l'assistente legge, dove scrive e che cosa non tocca mai. Chi fissa questi tre confini prima di partire ha già preso le decisioni più importanti del progetto.
Con strumenti aziendali si intendono qui i sistemi in cui il lavoro già avviene e già viene registrato: chat interna, helpdesk, CRM, posta, archivio documenti. Sono anche i sistemi in cui esistono già utenti, ruoli e permessi, un punto che tornerà più volte.
