Quando si parla di intelligenza artificiale per aziende si intende un insieme di tecnologie che consentono a sistemi informatici di svolgere compiti come la percezione visiva, il riconoscimento vocale, il processo decisionale e la traduzione tra lingue. È la definizione adottata dalla Camera di commercio di Bolzano, che descrive l'IA come una tecnologia volta a imitare l'intelligenza umana in compiti specifici. Per chi dirige un'impresa conta soprattutto una conseguenza: l'IA non è un prodotto unico da acquistare, ma una famiglia di strumenti con usi molto diversi.
All'interno di questa famiglia esistono livelli distinti. Il machine learning è un sottoinsieme dell'IA che si evolve man mano che arrivano nuovi dati, affinando l'accuratezza dei risultati. Il deep learning è a sua volta un sottoinsieme del machine learning, basato su reti neurali artificiali "profonde". Esistono poi sistemi che si possono chiamare IA senza essere machine learning, come gli algoritmi basati su regole, i sistemi esperti e i grafi di conoscenza.
La distinzione ha un effetto pratico sulle decisioni di investimento. Un sistema a regole è prevedibile ma rigido; un modello che apprende dai dati migliora nel tempo ma richiede dati di qualità e controllo. Secondo la stessa Camera di commercio, nel mondo del lavoro l'IA avrà probabilmente nei prossimi anni un impatto maggiore di qualsiasi altra innovazione tecnologica. Proprio per questo conviene scegliere con metodo dove applicarla, invece di adottarla per inerzia.
