Migrare dati da un vecchio CRM significa spostare anagrafiche, opportunità, attività e storico commerciale da un sistema che l'azienda conosce a uno che deve ancora dimostrare di funzionare. Il rischio non è soltanto tecnico. Se i commerciali non trovano i clienti dove se li aspettano, oppure trovano doppioni e campi incoerenti, la tentazione di tornare ai fogli di calcolo arriva in fretta.
CRMindex descrive la migrazione come «quasi un progetto nel progetto», che richiede pianificazione ed esecuzione meticolose. La stessa fonte osserva che, nella maggior parte dei casi, il lavoro di trasferimento può essere automatizzato. Questo sposta il problema altrove: la parte difficile non è copiare i record, ma decidere quali copiare, in quale forma e con quali regole.
Le decisioni che determinano l'esito sono quattro:
- Cosa portare: quali dati meritano di entrare nel nuovo sistema e quali vanno eliminati.
- Come strutturarlo: campi, relazioni e significati, che raramente coincidono tra due CRM.
- Chi può vederlo: profili, credenziali e separazione tra clienti o unità aziendali.
- Con quale base giuridica: origine dei contatti, consensi e ruoli privacy dei soggetti coinvolti.
Chi gestisce un'azienda non deve seguire ogni riga di mappatura, ma deve prendere queste quattro decisioni, o delegarle a qualcuno con l'autorità per farlo. Senza una responsabilità chiara, ognuna di esse diventa un punto di blocco.
