Le regole su GDPR e legge 132/2025 per un assistente AI si traducono, per chi progetta, in tre verifiche. Bisogna sapere dove finiscono i dati, informare chi interagisce con l'AI e lasciare a una persona la responsabilità delle decisioni. Ciascuna verifica corrisponde a scelte tecniche precise: piattaforma e contratto, dati inviati al modello, avviso all'utente, revisione umana.
Un assistente AI aziendale è un software basato su un modello linguistico, per esempio Claude, che risponde a dipendenti o clienti e legge o scrive dati nei sistemi dell'azienda. Può rispondere sul sito, in Microsoft Teams oppure aprire ticket in Zoho Desk. Più sistemi tocca, più dati personali può incontrare.
Questa guida parte dal punto di vista di chi implementa assistenti su Claude e Zoho. Descrive le scelte di progetto che rendono più semplice rispettare le norme, ma non sostituisce la consulenza legale. Le decisioni sui ruoli privacy, sulla valutazione d'impatto e sui trasferimenti di dati spettano all'azienda, con il suo responsabile della protezione dei dati o il suo consulente. Il compito di chi progetta è consegnare a queste persone un sistema documentato, facile da valutare.
