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Legge 23 settembre 2025, n. 132

Legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale: cosa deve fare la vostra azienda

La legge italiana sull'AI è in vigore dal 10 ottobre 2025. Per un'azienda che usa l'AI conta in quattro punti: lavoratori, clienti, dati e autorità.

Pagina verificata il 21 ottobre 2026 sul testo vigente pubblicato su Normattiva. Non è consulenza legale.
In quattro righe
  1. In vigore dal 10 ottobre 2025Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025.
  2. Obblighi in più per lavoro e professioniPer i sistemi di AI la legge non aggiunge obblighi al regolamento europeo (art. 3, comma 5). Il D.Lgs. 179/2026 aggiunge però regole sul lavoro dal 23 ottobre 2026: le decisioni finali sul rapporto di lavoro restano a una persona (art. 41) e l'uso dell'AI entra nella valutazione dei rischi (art. 42).
  3. Lavoratori e clienti informatiIl datore di lavoro informa i lavoratori (art. 11); il professionista informa i clienti (art. 13).
  4. Due autorità nazionaliAgID e ACN, con Banca d'Italia, CONSOB e IVASS per il settore finanziario (art. 20).
01Cos'è

Cos'è la Legge 132/2025

Il titolo ufficiale è «Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale». La legge porta la data del 23 settembre 2025 ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre. È in vigore dal 10 ottobre 2025.

Fissa i principi per la ricerca, lo sviluppo, l'adozione e l'uso dei sistemi e dei modelli di AI (art. 1, comma 1). Si interpreta e si applica in conformità al regolamento europeo sull'AI, il regolamento (UE) 2024/1689 (art. 1, comma 2).

Le definizioni di sistema e di modello di AI sono quelle del regolamento europeo (art. 2). Su Normattiva il testo riporta modifiche pubblicate fino al 26 giugno 2026; abbiamo letto il testo vigente al 21 ottobre 2026.

Capo I, articoli da 1 a 6

Principi: diritti fondamentali, trasparenza, protezione dei dati, sicurezza, sorveglianza umana.

Capo II, articoli da 7 a 18

Le regole di settore: sanità, lavoro, professioni intellettuali, pubblica amministrazione, giustizia.

Capo III, articoli da 19 a 24

La strategia nazionale, le autorità, gli investimenti e le deleghe al Governo.

Capi da IV a VI, articoli da 25 a 28

Diritto d'autore, nuove norme penali e disposizioni finali.

02A chi si applica

A chi si applica

A chiunque sviluppi, adotti o usi sistemi di AI in Italia, quindi anche alla vostra azienda quando i colleghi usano Claude o un agente AI.

Principi per tutti

Chi sviluppa o usa sistemi di AI rispetta i diritti fondamentali, la protezione dei dati, la trasparenza e la non discriminazione (art. 3, comma 1).

Persone al centro

I sistemi vanno sviluppati e applicati nel rispetto dell'autonomia e del potere decisionale umano, assicurando sorveglianza e intervento umano (art. 3, comma 3).

Sicurezza informatica

La cybersicurezza lungo tutto il ciclo di vita del sistema è una precondizione essenziale. L'approccio è proporzionale e basato sul rischio (art. 3, comma 6).

Regole di settore

Norme specifiche per sanità (artt. da 7 a 10), lavoro (artt. 11 e 12), professioni intellettuali (art. 13), pubblica amministrazione (art. 14) e giustizia (art. 15).

Esclusioni

Le attività svolte per scopi di sicurezza e difesa nazionale sono escluse dall'ambito della legge (art. 6, comma 1).

03Gli obblighi

Gli obblighi che contano per un'azienda che usa l'AI

Abbiamo letto ogni articolo e tenuto quelli che toccano un'azienda privata. Abbiamo aggiunto le regole del D.Lgs. 179/2026 su lavoro e professioni. Accanto a ogni riga c'è il riferimento al testo.

Lavoratori, art. 11

Il datore di lavoro o il committente informa il lavoratore dell'uso dell'AI, nei casi dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997 (art. 11, comma 2). L'uso dell'AI nel lavoro deve essere sicuro, affidabile e trasparente.

Quali casi, D.Lgs. 152/1997

L'art. 1-bis riguarda i sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati usati per assunzioni, gestione e cessazione del rapporto, assegnazione dei compiti, sorveglianza e valutazione.

Non discriminazione, art. 11

Nella gestione del rapporto di lavoro l'AI non discrimina per sesso, età, origine, religione, orientamento sessuale, opinioni politiche o condizioni personali (art. 11, comma 3).

Decisioni sul lavoro, D.Lgs. 179/2026, art. 41

Dal 23 ottobre 2026 le decisioni finali sul rapporto di lavoro, compresi provvedimenti disciplinari e valutazioni, non si prendono unicamente con un trattamento automatizzato. La decisione definitiva spetta a una persona; il consenso del lavoratore non basta a superare il divieto (comma 1). Non rientrano la ricerca e la selezione delle candidature, anche quando escludono un candidato dalle fasi successive (comma 1).

Spiegazione al lavoratore, art. 41

Prima del trattamento il datore di lavoro dà le informazioni dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997. Il lavoratore può chiedere a una persona una motivazione comprensibile della decisione (comma 3). Un licenziamento che viola il comma 1 è nullo (comma 4).

Valutazione dei rischi, art. 42

L'AI che incide su organizzazione del lavoro, ritmi o modalità della prestazione entra nella valutazione dei rischi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 (comma 2). Il datore di lavoro informa e forma i lavoratori sui rischi specifici dell'AI (comma 3).

Professionisti, art. 13

Nelle professioni intellettuali l'AI si usa solo per le attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale (art. 13, comma 1). Il professionista comunica al cliente quali sistemi di AI usa, con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo (comma 2).

Ordini professionali, D.Lgs. 179/2026, artt. 47 e 49

Entro sei mesi gli ordini inseriscono nella formazione continua percorsi sull'AI, compresi gli obblighi di informazione verso il cliente (art. 47). L'uso dell'AI può modulare l'equo compenso, in base alla classe di rischio del sistema (art. 49).

Dati personali, art. 4

L'uso dell'AI garantisce un trattamento lecito, corretto e trasparente dei dati personali (art. 4, comma 2). Le informazioni sul trattamento sono date in linguaggio chiaro, con i rischi e il diritto di opposizione (comma 3).

Minori, art. 4

Sotto i quattordici anni l'accesso all'AI e il trattamento dei dati richiedono il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale (art. 4, comma 4).

Sanità, art. 7

La persona ha diritto di sapere che si usano tecnologie di AI (art. 7, comma 3). La decisione resta sempre al medico (comma 5).

Diritto d'autore, art. 25

Il diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno umano, anche create con l'aiuto dell'AI. Devono però essere il risultato del lavoro intellettuale dell'autore (art. 25, comma 1, lettera a).

Norme penali, art. 26

Nasce un nuovo reato: diffondere senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'AI, causando un danno ingiusto. La pena è da uno a cinque anni (art. 26, comma 1, lettera c).

Responsabilità dell'azienda, D.Lgs. 160/2026, art. 15

Dal 30 settembre 2026 l'azienda risponde ai sensi del D.Lgs. 231/2001 se il reato di deepfake (art. 612-quater c.p.) o quello di omesse misure di sicurezza nei sistemi ad alto rischio (art. 437-bis c.p.) è commesso nel suo interesse o a suo vantaggio. La sanzione è da 200 a 700 quote per il primo e da 600 a 1.000 quote per il secondo, più le sanzioni interdittive.

Cause in tribunale, art. 17

Le cause sul funzionamento di un sistema di AI sono di competenza del tribunale (art. 17, che modifica l'art. 9 del codice di procedura civile).

L'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997 elenca anche le informazioni da dare, i tempi e le eccezioni. Il vostro consulente del lavoro sa dirvi se i vostri sistemi rientrano nei casi previsti.

04Le autorità

Chi vigila: AgID e ACN

La legge designa due Autorità nazionali per l'intelligenza artificiale e lascia al loro posto le autorità che già conoscete.

AgID

L'Agenzia per l'Italia digitale promuove l'innovazione e lo sviluppo dell'AI (art. 20, comma 1, lettera a). È l'autorità di notifica prevista dall'art. 70 del regolamento europeo (art. 20, comma 2).

ACN

L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale vigila sui sistemi di AI, con attività ispettive e sanzionatorie (art. 20, comma 1, lettera b). È l'autorità di vigilanza del mercato e il punto di contatto con l'UE (comma 2).

Settore finanziario

Banca d'Italia, CONSOB e IVASS restano autorità di vigilanza del mercato per il settore finanziario (art. 20, comma 1). Dal 23 ottobre 2026 la loro competenza riguarda i sistemi di AI ad alto rischio legati alle attività che già vigilano. Sugli altri sistemi usati da banche e assicurazioni vigila l'ACN (D.Lgs. 179/2026, artt. 5 e 9).

Garante e AGCOM

Restano fermi i poteri del Garante per la protezione dei dati personali e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (art. 20, comma 4). Il D.Lgs. 179/2026 indica il Garante anche come autorità di vigilanza del mercato per i sistemi dell'art. 74, paragrafo 8, dell'AI Act (art. 5).

Osservatorio sul lavoro

Presso il Ministero del lavoro nasce un Osservatorio sull'adozione dell'AI nel mondo del lavoro, che promuove anche la formazione (art. 12, comma 1).

05AI Act e GDPR

Il rapporto con l'AI Act e con il GDPR

La legge si interpreta in conformità al regolamento (UE) 2024/1689, l'AI Act (art. 1, comma 2). Per i sistemi di AI e per i modelli per finalità generali non produce obblighi nuovi rispetto all'AI Act (art. 3, comma 5).

Gli obblighi di fondo restano quindi europei. L'AI Act, all'articolo 4, chiede a chi usa l'AI di adottare misure per sostenere lo sviluppo delle competenze sull'AI del personale. Non chiede un livello garantito né un certificato.

Dal 2 agosto 2026 un assistente che parla con i clienti deve far sapere che è un sistema di AI, salvo che sia evidente (art. 50).

Sui dati personali valgono il GDPR e il Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003, modificato dal D.Lgs. 101/2018). La legge richiama questo quadro e chiede informazioni chiare sull'uso dell'AI (art. 4, commi 2 e 3).

I decreti attuativi

  1. 01La legge delega il Governo ad adottare decreti per adeguare le norme italiane all'AI Act (art. 24). Sono già stati pubblicati due decreti attuativi.
  2. 02Il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026, è in vigore dal 30 settembre 2026. Regola l'uso dell'AI da parte delle forze di polizia. Introduce il reato di omesse misure di sicurezza nei sistemi di AI ad alto rischio (art. 437-bis del codice penale). Prevede la responsabilità dell'ente per questo reato e per i deepfake (art. 25-vicies del D.Lgs. 231/2001). Nelle cause di risarcimento il giudice può ordinare di esibire le prove sul funzionamento del sistema, e il nesso tra la violazione dell'AI Act e il danno si presume (artt. 17 e 18).
  3. 03Il D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026, è in vigore dal 23 ottobre 2026. Definisce i poteri di AgID e ACN, le sanzioni e le regole su formazione, professioni, lavoro e sanità.

Il testo dell'AI Act articolo per articolo, con le spiegazioni: l'AI Act annotato.

Gli articoli del GDPR che contano quando usate l'AI: il GDPR per l'AI.

06Cosa fare

Cosa fare in azienda: la lista

Nove passi, nell'ordine in cui li affrontiamo con i clienti. Accanto a ciascuno, il principio o l'obbligo a cui risponde; dove è un obbligo lo diciamo.

  1. 01Buona pratica (art. 3, principi)Fate l'elenco degli strumenti AI in uso. Compresi gli account personali dei colleghi. È la base per tutti gli altri passi.
  2. 02Buona pratica (art. 3, principi)Portate il lavoro su account aziendali. Con accessi, ruoli e controlli di sicurezza decisi da voi.
  3. 03ObbligoVerificate i sistemi che riguardano i lavoratori. Prima dell'uso, le informazioni dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997 (art. 11, comma 2). Dal 23 ottobre 2026 la decisione finale sul rapporto di lavoro spetta a una persona (D.Lgs. 179/2026, art. 41).
  4. 04ObbligoInformate i clienti, se siete professionisti. Quali sistemi di AI usate per il loro incarico, con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo; il lavoro intellettuale resta prevalente (art. 13).
  5. 05ObbligoAggiornate l'informativa privacy. Come usate l'AI sui dati personali, con i rischi e il diritto di opposizione, in linguaggio chiaro (art. 4, comma 3).
  6. 06Buona pratica (art. 3, principi)Scrivete la policy AI dell'azienda. Quali dati possono entrare in Claude, quali azioni vanno approvate e chi ne risponde.
  7. 07ObbligoAggiornate la valutazione dei rischi e formate il team. L'AI che incide sull'organizzazione del lavoro entra nel documento di valutazione dei rischi, con informazione e formazione sui rischi specifici (D.Lgs. 179/2026, art. 42). L'AI Act chiede misure per le competenze del personale (art. 4).
  8. 08Buona pratica (art. 3, principi)Fate rileggere da una persona ciò che l'AI produce. Soprattutto testi e immagini che pubblicate: diritto d'autore (art. 25) e contenuti falsificati (art. 26).
  9. 09Buona pratica (art. 3, principi)Seguite gli altri decreti attuativi. E le indicazioni di AgID e ACN. I D.Lgs. 160/2026 e 179/2026 rimandano a decreti, linee guida e regolamenti che arriveranno nei prossimi mesi.
07Come vi aiutiamo

Come vi aiutiamo, e cosa resta al vostro avvocato

Mettiamo Claude in funzione in modo che la parte operativa della legge sia già coperta. La parte legale la firma il vostro legale.

Non diamo consulenza legale. Vi diamo i fatti tecnici che servono al vostro avvocato o consulente del lavoro: su quale account gira Claude, dove vanno i dati, chi vede cosa.

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08Domande

Domande

Da quando è in vigore la Legge 132/2025?

Dal 10 ottobre 2025. È la Legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025.

La legge aggiunge obblighi rispetto all'AI Act?

Per i sistemi di AI la legge non aggiunge obblighi al regolamento europeo (art. 3, comma 5). Ci sono però regole di settore, per esempio sul lavoro (art. 11) e sulle professioni intellettuali (art. 13). Dal 23 ottobre 2026 il D.Lgs. 179/2026 aggiunge regole sul lavoro: la decisione finale resta a una persona (art. 41) e l'AI entra nella valutazione dei rischi (art. 42).

Devo informare i dipendenti se usiamo Claude?

L'art. 11, comma 2 rimanda ai casi dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997: sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati che riguardano il rapporto di lavoro. Dal 23 ottobre 2026 dovete anche informare e formare i lavoratori sui rischi specifici dell'AI (D.Lgs. 179/2026, art. 42). Verificate con il consulente del lavoro come si applica al vostro uso di Claude.

Sono un commercialista o un avvocato: cosa devo dire ai clienti?

Quali sistemi di AI usate per il loro incarico, con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo (art. 13, comma 2). L'AI si usa solo per le attività strumentali e di supporto, con prevalenza del vostro lavoro intellettuale (art. 13, comma 1). Il vostro ordine inserirà la formazione sull'AI nei percorsi di formazione continua (D.Lgs. 179/2026, art. 47).

Chi controlla il rispetto della legge?

Le Autorità nazionali per l'intelligenza artificiale sono AgID e ACN; l'ACN ha i poteri ispettivi e sanzionatori sui sistemi di AI (art. 20). Il Garante privacy mantiene i suoi poteri (art. 20, comma 4) e vigila anche sui sistemi dell'art. 74, paragrafo 8, dell'AI Act (D.Lgs. 179/2026, art. 5).

Svennis può dirmi se la mia azienda è in regola?

No, non diamo consulenza legale. Mettiamo Claude in funzione con account aziendali, una policy AI scritta e i fatti tecnici che servono al vostro legale per valutare.

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