La valutazione d'impatto DPIA per un agente AI serve quando il trattamento può comportare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone. Per i sistemi di intelligenza artificiale, l'elenco del Garante la richiede quando ricorre almeno un altro criterio delle linee guida WP 248. La conduce il titolare del trattamento, coadiuvato dal DPO, prima dell'avvio del trattamento.
La valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA) è il processo previsto dall'art. 35 del GDPR per identificare, analizzare e mitigare i rischi per le persone fisiche. Un agente AI è un software che legge una richiesta, decide il passo successivo e usa strumenti per agire in altri programmi. Il DPO è il responsabile della protezione dei dati, se l'azienda ne ha designato uno.
Questa guida è scritta dal lato di chi costruisce l'agente e non offre consulenza legale. La qualificazione giuridica spetta al titolare e al DPO. La guida spiega invece quali informazioni tecniche servono per la DPIA e come prepararle prima della produzione: flussi di dati verso CRM e helpdesk, dati accessibili, log, escalation a un operatore umano.



