Sapere chi risponde quando l'agente AI sbaglia serve prima del go-live, non dopo l'incidente. Verso il cliente risponde l'azienda che usa l'agente, non il modello. Per questo la responsabilità si definisce in progettazione: un responsabile umano per ogni processo, regole di escalation scritte e un registro delle decisioni dell'agente.
Un agente AI è un sistema basato su un modello linguistico, in questo caso Claude, che esegue azioni nei programmi aziendali. Non si limita a scrivere un testo. Crea un preventivo, risponde a un ticket, aggiorna un record in Zoho CRM o in Zoho Desk.
Il principio di fondo è semplice. Come ricorda l'organismo di certificazione ICDQ, un sistema di intelligenza artificiale non può assumersi responsabilità giuridiche o organizzative. La responsabilità va ricondotta alle persone e alle organizzazioni che progettano, implementano, utilizzano e supervisionano il sistema.
Lo stesso vale quando il modello arriva da un fornitore esterno. Un'organizzazione può usare un sistema sviluppato da altri e avere comunque responsabilità nella gestione del suo utilizzo. Restano quindi da chiarire tre rapporti: il contratto con il fornitore del modello, la disciplina europea sui prodotti difettosi e la normativa italiana. Seguono i tre controlli che limitano l'esposizione.



