L'intelligenza artificiale per commercialisti rende bene su tre fronti: lo smistamento delle richieste dei clienti, la raccolta dei documenti e la lettura dei dati dal gestionale. Il parere, la firma, le scelte fiscali e le decisioni sui dati personali restano invece al professionista. Un assistente AI per lo studio è un sistema basato su Claude che riceve richieste, consulta i programmi dello studio con permessi definiti e prepara bozze o azioni che una persona approva.
Il confine non passa tra compiti facili e compiti difficili. Passa tra ciò che prepara il lavoro e ciò che lo conclude con una responsabilità professionale. La legge italiana sull'intelligenza artificiale va nella stessa direzione. Per le professioni intellettuali ammette l'IA solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista.
Applicato alle attività tipiche di uno studio, questo criterio dà una mappa abbastanza netta:
- All'assistente: classificare le richieste, rispondere alle domande pratiche, sollecitare e controllare i documenti, leggere scadenze e anagrafiche.
- All'assistente con approvazione: bozze di risposta, aggiornamenti di stato nel gestionale, promemoria ai clienti.
- Al professionista: pareri, dichiarazioni, firma, rapporti delicati con il cliente, scelte su come trattare i dati.
Il resto della guida spiega ciascuna attività, il motivo della divisione e le verifiche su riservatezza e registro dei trattamenti da fare prima di partire.



