Per un'azienda italiana, Claude Code ricade soprattutto sotto GDPR e AI Act, insieme alla Legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale. La Legge 132/2025 si coordina con l'AI Act. Tra l'altro, prevede che il datore di lavoro informi i lavoratori sull'uso dell'AI nei casi e con le modalità dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997. Riguarda i sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati che incidono sul rapporto di lavoro.
Il GDPR si applica a ogni trattamento di dati personali svolto dalla Sua azienda. Vale indipendentemente dalla cittadinanza delle persone a cui i dati si riferiscono. La NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, si applica ai soggetti classificati come essenziali o importanti.
Una guida di Learnn su Claude Code e GDPR ricorda che le informazioni passate a Claude Code vengono elaborate fuori dall'azienda. L'elaborazione avviene sui server di Anthropic oppure, con un cloud provider come Amazon Bedrock o Google Cloud, su quelli del provider scelto. Secondo la documentazione di Anthropic, sui piani personali Free, Pro, Max e Ultra i dati possono essere usati per l'addestramento. Succede se l'utente lo consente nelle impostazioni.
Sui piani Team ed Enterprise e tramite API valgono invece i termini commerciali. In quei casi, secondo la documentazione di Anthropic, i modelli non vengono addestrati su codice e prompt. Fa eccezione l'organizzazione che aderisce in modo esplicito al Development Partner Program.
In base ai termini commerciali e al Data Processing Addendum, Anthropic agisce come responsabile del trattamento ai sensi dell'art. 28 GDPR. Se la Sua azienda tratta i dati per conto proprio, resta titolare del trattamento. Se invece tratta dati personali per conto di un cliente, la Sua azienda è a sua volta responsabile del trattamento e Anthropic diventa un sub-responsabile. In quel caso l'art. 28 GDPR richiede l'autorizzazione scritta preventiva del cliente, specifica o generale. L'autorizzazione serve prima di usare Claude Code su quei dati.
Per questo, se un repository contiene dati personali di clienti o dipendenti, conviene usare un piano commerciale e non un account personale. La guida di Learnn ricorda anche che i contratti con i clienti spesso vietano strumenti AI esterni o chiedono una comunicazione preventiva. Prima di aprire un repository con dati di un cliente, conviene quindi rileggere il contratto.
L'AI Act segue un approccio basato sul rischio. Vieta alcune pratiche, fissa obblighi stringenti per i sistemi ad alto rischio e prevede obblighi di trasparenza per alcuni altri sistemi.
Secondo l'Allegato III, sono ad alto rischio, tra gli altri, i sistemi AI usati per selezionare il personale. Lo sono anche quelli destinati a decidere promozioni o cessazioni dei lavoratori. Rientrano inoltre i sistemi destinati ad assegnare compiti in base al comportamento o alle caratteristiche personali. Lo stesso vale per i sistemi che monitorano e valutano le prestazioni dei lavoratori, oltre ad alcuni sistemi biometrici.
Usare Claude Code per scrivere codice non rende di per sé ad alto rischio lo strumento che si costruisce. Conta l'uso a cui quello strumento è destinato. Le tre regole pratiche suggerite da Learnn sono rendere anonimi i dati, separare gli ambienti e scrivere una policy interna. Per chi vuole tenere le sessioni dentro la propria rete, gli ambienti self-hosted di Claude Code sono in beta pubblica.